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Da un punto di vista simbolico, l’uovo è un «significante» che attraversa ogni epoca e cultura (vedi su questo argomento il nostro recente articolo: Gallina, Gallo e Uovo nella simbologia).

Da un punto di vista più prettamente religioso, l’uovo è un simbolo molto spesso associato alla vita e alla genesi. Anche nel paganesimo, l’uovo è simbolo di fertilità e di eterno ritorno della vita. “Omne vivum ex ovo“, ovvero “tutti i viventi nascono da un uovo”; così l’origine del cosmo è spesso raffigurata da un uovo e i festeggiamenti collegati ai riti equinoziali di Primavera hanno da sempre, e in molte culture sparse per tutti i continenti, tradizioni legate alle uova.

Danza dell'Uovo - Pieter Bruegel il Giovane (1620)
Danza dell’Uovo – Pieter Bruegel il Giovane (1620)

L’Uovo di Pasqua: simbolo nella cultura cristiana

Nell’iconografia cristiana, l’uovo è il simbolo della rinascita; in tal senso, per i primi cristiani, la schiusa del pulcino rappresentava simbolicamente la resurrezione di Cristo, celebrata in Primavera. Per questa ragione l’uovo è associato alla festività pasquale. Nel medioevo molti reliquiari custodivano un uovo come auspicio, per il defunto, alla rinascita spirituale.
Il Cristo di Burgos, conservato nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli, ha un uovo ai suoi piedi.

Cristo di Burgos, con l'uovo ai piedi, conservato nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli.
Cristo di Burgos, con l’uovo ai piedi, conservato nella chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli.

Nelle tombe dei martiri di santa Balbina e di santa Teodora a Roma, sono state trovate delle uova simboliche di marmo.
In seguito divenne un rito portare le uova in chiesa il giorno di Pasqua, perché fossero benedette: il legame delle uova con la Pasqua è divenuto sempre più forte, fino ad influenzarne anche l’aspetto più “commerciale e profano”, dando vita in tutto il mondo all’ormai consolidata e diffusa tradizione dell’uovo pasquale di cioccolato e non solo (dall’uovo pasquale di cartone come scrigno di sorprese, alle uova pasquali Fabergè).

La tradizione del dono dell’Uovo di Pasqua

Risulta che molte civiltà antiche abbiano utilizzato l’uovo come oggetto benaugurante e che festeggiassero l’arrivo della Primavera con lo scambio di uova di gallina (simbolo del rifiorire della Natura, della rinascita della vita e come auspicio di fecondità).
All’arrivo della Primavera sono collegate molte usanze legate al dono reciproco di un uovo: Romani, Babilonesi, Persiani, Cinesi, e altri popoli, celebravano l’arrivo della Primavera proprio scambiandosi uova, con grandi auguri di un futuro roseo e prospero.

Cestino regalo di uova di Pasqua
Cestino regalo di uova di Pasqua.

Nell’europa cristiana, durante il Medioevo, le uova erano colorate e donate a Pasqua; le uova di colore rosso volevano rappresentare il sangue di Cristo. Secondo alcune leggende l’uso di colorare le uova risalirebbe addirittura a Gesù: si narra infatti che la Madonna facesse giocare Gesù bambino con delle uova colorate e che il giorno di Pasqua, tornata sul sepolcro del Figlio, vi trovasse alcune uova rosse sul ciglio; secondo un’altra versione fu invece la Maddalena a deporre uova ai piedi della Croce, diventate poi rosse del sangue del Cristo. Tutt’oggi, nei Balcani e in Grecia, le uova consumate a Pasqua sono rosse.

Uova rosse della Pasqua ortodossa
Uova rosse della Pasqua ortodossa.

Durante il digiuno quaresimale era proibito mangiarne e così, le uova deposte dalle galline del proprio pollaio durante quelle 6 settimane, dovevano poi esser smaltite rapidamente, e perciò, venivano benedette in chiesa durante la messa della domenica di Pasqua, rassodate, e donate ad amici e parenti come augurio di fecondità; inoltre, mangiando le uova consacrate, i fedeli potevano partecipare in comunione con il Cristo, alla grazia della Resurrezione.

Alcuni fanno risalire l’usanza del dono delle uova al 1176, quando il priore dell’Abbazia di Saint German accolse col dono di prodotti della terra, fra cui le uova, il Re Luigi VII, al suo ritorno a Parigi dopo la 2 Crociata. L’usanza di donare uova decorate risalirebbe invece all’abitudine di studenti e soci delle Corporazioni, diffusa nel XIII° secolo, di recarsi in corteo di casa in casa a questuare uova, quando alcune famiglie nobili iniziarono, per distinguersi, a tingerle di rosso o verde.

Più tardi si diffuse tra la famiglie nobili il rito di scambiarsi uova d’argento o d’oro, abbellite di gemme, perle e smalti. L’usanza di donare uova decorate con elementi preziosi va comunque molto indietro nel tempo, e se ne ritrova traccia già nei libri contabili di Edoardo I di Inghilterra che, nel 1290, incluse nei suoi conti la spesa per l’acquisto di 450 uova rivestite d’oro e decorate, da donare come regalo di Pasqua ai membri della sua corte.

Luigi XIV (il Re Sole) inaugurò la tradizione di far decorare riccamente le uova di struzzo dello zoo di Versailles per donarle alla sua corte. Tuttavia, l’insufficienza di uova vere, portò alla loro sostituzione con uova d’oro, di avorio e di porcellana. Nel Settecento, Re Luigi XV commissionò per Madame du Barry un grande uovo decorato, che conteneva una statuina di Cupido, creato dall’orafo di corte.

Ma le uova decorate più famose sono indubbiamente quelle del grande maestro orafo Peter Carl Fabergé (vedi: Le uova Fabergé) che, nel 1883, ricevette dallo Zar Alessandro, la commissione per la creazione di un dono speciale per la zarina Maria.

Il primo Fabergé fu un uovo di platino smaltato bianco che si apriva per rivelare un uovo d’oro che a sua volta conteneva un piccolo pulcino d’oro ed una miniatura della corona imperiale.
Gli Zar ne furono così entusiasti che ordinarono a Fabergé di preparare tutta una serie di uova preziose e di raffinata arte (ineguagliata!) da donare tutti gli anni.

Uovo Fabergè
Uovo Fabergè

Pian piano, attraversando i secoli, arriviamo così all’uovo in cioccolato, decorato e con la sorpresa al suo interno, che oggi però, come molti altri simboli, è quasi del tutto privo della sua antica simbologia e sacralità, non solo cristiana.

L’Uovo di Pasqua di cioccolato

Sempre a Luigi XIV (il Re Sole) viene attribuito il desiderio di imitare col cioccolato le uova di struzzo. Furono i suoi cuochi a realizzare le prime uova di cioccolato e loro stessi pensarono poi a riempirlo con una sorpresa.

Da quel desiderio regale, all’attuale diffusione delle uova di cioccolato di stampo industriale come le conosciamo oggi, è dunque passato molto tempo.

Agli inizi del Novecento si incominciarono a produrre in modo artigianale dei corpi cavi, grazie all’utilizzo di grandi stampi in metallo semisferici; ma il risultato era piuttosto grossolano e le uova erano al tempo stesso pesanti e fragili.

Successivamente, le tecnologie si evolsero, risolvendo questo problema: infatti si arrivò all’utilizzo di una «copertura» di cioccolato raffinato (grazie a moderni macchinari) e «concato» con l’aggiunta di burro di cacao (ingrediente utilizzato per dare elasticità e riuscire a modellare forme grandi e vuote).
Tutto nacque a Torino, negli anni Venti del Novecento, quando la Casa Sartorio, una piccola azienda dolciaria, brevettò per prima un nuovo sistema per modellare le uova, grazie a stampi a cerniera che subiscono – con una macchina apposita – un movimento di rotazione e rivoluzione; una volta raffreddate, le forme si tolgono intere e si uniscono le due metà, collocando all’interno la sorpresa.

Le Uova di Pasqua in commercio oggi

Le Uova di Pasqua e le sorprese che contengono sono ormai oggetti puramente commerciali, con una gamma di rapporto qualità/prezzo per tutti i gusti. E’ importante prestare attenzione alla qualità degli ingredienti e alla qualità delle sorprese: si va da oggetti “made in china” dal valore di 1 euro, a oggetti che possono costare fino a 10 euro (ed è possibile andare molto oltre in realizzazioni artigianali e personalizzate).

L'incartamento tradizionale delle Uova di Pasqua commerciali
L’incartamento tradizionale delle Uova di Pasqua commerciali.

Riportiamo di seguito le raccomandazione dell’UNC (Unione Nazionale dei Consumatori):

“Nell’acquisto delle uova non sempre si fa caso alla qualità del cioccolato, al suo peso ed al costo unitario: la quantità di cacao è determinante per differenziare un cioccolato di pregio da uno di minore valore. Pur essendo tutti i cioccolati sicuri da un punto di vista nutrizionale, un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50% dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte. Questa differenza nelle uova non sempre è così netta per cui si corre il rischio di pagare il cioccolato al latte quasi come quello fondente. Spesso si tratta di prodotti “civetta” che vengono venduti a prezzi molto bassi per indurre il consumatore a comprare anche altro. Il consiglio è quello di approfittare delle occasioni, ma sempre leggendo con molta cura le indicazioni riportate in etichetta.

Attenzione dunque alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il “cioccolato puro” non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura “contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao”, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore. Se poi l’etichetta riporta l’indicazione cioccolato “finissimo” o “superiore”, il contenuto di cacao deve essere almeno il 43%, mentre se nell’elenco degli ingredienti è dichiarato “cioccolato comune”, la qualità è più scadente poiché il cacao è il 25% e l’uovo di Pasqua deve costare di meno.

Non dimentichiamo infine che l’etichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg.

Altro elemento che caratterizza l’uovo pasquale è la sorpresa: si tratta talvolta di oggetti “made in China” di scarso valore commerciale che non dovrebbero incidere pesantemente sul costo e che invece talvolta fanno la differenza.

E’ però anche vero che non sempre i commercianti rispettano i prezzi indicati, ma fanno degli sconti che divengono notevoli con l’approssimarsi della domenica di Pasqua per poi crollare subito dopo: in pratica si finisce con il pagare non tanto l’alimento quanto l’oggetto. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere alle uova prodotte artigianalmente dai pasticceri: in questo caso i costi sono analoghi, ma esiste la possibilità di scegliere l’oggetto da inserire e quindi di fare una “sorpresa” veramente gradita alla persona a cui si regala l’uovo.”

Uovo di Pasqua del pasticcere-cioccolatiere
Uovo di Pasqua del pasticcere-cioccolatiere

L’Uovo di Pasqua fatto in casa

Consigliamo a tutti di valutare l’idea di provare a realizzare un Uovo di Pasqua con le proprie mani… esperienza dall’alto valore simbolico! Il demiurgo che è dentro di noi potrebbe provare grande soddisfazione a creare il suo “uovo cosmico di cioccolata”… ma questa è un’altra “storia”!

Se avete storie da raccontare legate alla Pasqua e in particolare alle uova, lasciatele come commento all’articolo oppure scriveteci in privato e valuteremo la possibilità di trasformarle in veri e propri articoli da pubblicare sul sito! Grazie e Buona Pasqua!

 

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