TuttoSulleGalline.it http://www.tuttosullegalline.it Le galline dalla A alla Z Wed, 22 Feb 2017 17:52:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.2 Galline, temibili tutrici dell’ordine :) http://www.tuttosullegalline.it/video-galline/video-divertente-galline-vs-conigli/ http://www.tuttosullegalline.it/video-galline/video-divertente-galline-vs-conigli/#respond Wed, 22 Feb 2017 17:52:12 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=2095 A volte la vita nel cortile è difficile e la convivenza tra gli animali non facile, esattamente come tra noi umani. E allora, un’occhiata di troppo alla coniglietta (quella vera, non quella di Playboy!) o un pasto di troppo rubato dalla mangiatoia sbagliata, può far scoccare la scintilla, e portare due conigli a rincorrersi e […]

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A volte la vita nel cortile è difficile e la convivenza tra gli animali non facile, esattamente come tra noi umani. E allora, un’occhiata di troppo alla coniglietta (quella vera, non quella di Playboy!) o un pasto di troppo rubato dalla mangiatoia sbagliata, può far scoccare la scintilla, e portare due conigli a rincorrersi e a darsele di santa ragione!

Ma anche nel cortile e tra gli animali esistono delle regole (così almeno ci ha insegnato anche George Orwell dal 1945, con il suo romanzo satirico “La Fattoria degli Animali”); e così pare di capire dal video che il pollaio sia la sede delle tutrici dell’ordine che, oltre a deporre le uova, hanno evidentemente il compito e la responsabilità di mantenere la calma nell’aia e nei dintorni… e a quanto vediamo dalle riprese del sistema di video-sorveglianza, assolvono al proprio compito anche con una certa prontezza ed energia!

Un video divertente, come ne abbiamo già visti altri, in cui le galline mostrano anche il loro lato temerario, interventista e senza paura; qui possono anche sembrare in netta superiorità fisica, ma le abbiamo viste fronteggiare senza timori reverenziali anche un doberman per sottrargli la crocchette!

Le galline sono animali teneri e tranquilli ma se qualcosa le disturba, o cercano di svicolare e di andarsene o, se è qualcosa che gli preme particolarmente (come ad esempio il cibo), non si fanno problemi a farsi avanti bellicose (natura questa che ritroviamo ancora ben più evidente nei galli!).

E per tornare al video di oggi: l’avranno imparata i due conigli la lezione? A giudicare da come rimangano impietriti e immobili anche mentre le due galline-gendarmi abbandonano il campo sembrerebbe proprio di si… Ma per verificarlo non hanno altro da fare che riprendersi ad azzuffarsi… con l’incognita però che il prossimo “pronto intervento” possa essere ben più energetico del primo!

Voi al loro posto le sfidereste ancora? 🙂

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“Mumble”, la gallina cieca adottata dagli altri animali della casa http://www.tuttosullegalline.it/news-curiosita-galline/gallina-cieca-adottata-da-altri-animali/ http://www.tuttosullegalline.it/news-curiosita-galline/gallina-cieca-adottata-da-altri-animali/#respond Mon, 20 Feb 2017 14:12:55 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=2080 Tuttosullegalline.it è un progetto editoriale che in primis piace ai suoi stessi autori, e non potrebbe essere altrimenti. Uno degli obiettivi primari del progetto è quello di interessare quante più persone possibili al fantastico mondo delle galline, troppo spesso dato per scontato, e che invece riserva sempre grandissime soprese ed emozioni. Ovviamente cerchiamo sempre di […]

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Tuttosullegalline.it è un progetto editoriale che in primis piace ai suoi stessi autori, e non potrebbe essere altrimenti. Uno degli obiettivi primari del progetto è quello di interessare quante più persone possibili al fantastico mondo delle galline, troppo spesso dato per scontato, e che invece riserva sempre grandissime soprese ed emozioni.

Ovviamente cerchiamo sempre di fornire informazioni utili su come gestire un pollaio o allevare al meglio galline ovaiole, nel caso desideriate approvvigionarvi di uova fresche e di qualità in modo autonomo e consapevole, e galline ornamentali; ma nostro forte desiderio è anche quello di veicolare il messaggio di galline come animali domestici da compagnia, capaci di interagire in modo intelligente e relazionarsi emotivamente con l’essere umano che si prende cura di loro. Ed è per questo, che di tanto in tanto ci piace raccontare anche storie vere di vita vissuta che portano alla luce esattamente questi aspetti meno noti (e proprio per questo ancora più fondamentali) della vita (complessa) delle galline.

Vi abbiamo già raccontato in passato della gallina Nina, di Simona che salva le galline dal macello, della gallina Monique che fa il giro del mondo in barca a vela e di Nicola Congdon che realizza maglioncini di lana per galline reduci da allevamenti in batteria.

Tutte storie, ovviamente ciascuna a modo proprio, in cui il rapporto uomo-gallina va ben al di là di quello che solitamente siamo soliti pensare, con una cosa che comunque le accomuna tutte, ovvero, che se le galline vengono stimolate e abituate a convivere con l’uomo (al di là più o meno innata propensione di ogni razza), queste, spinte anche dalla loro naturale curiosità, incrementano lo scambio di interazioni con chi sta loro vicino, spingendo l’asticella del rapporto sempre un pochino più in alto. Più riusciamo a dare loro in fatto di attenzioni e affetto, e più riceviamo. E’ una regola apparentemente semplice e che funziona generalmente in ogni rapporto tra esseri viventi.

Fatta questa doverosa introduzione, necessaria a delimitare il giusto contesto, oggi vi raccontiamo la straordinaria storia della gallina “Mumble”, un gallina purtroppo nata cieca ma che ha trovato, oltre all’affetto dei suoi padroni umani, anche tanta amicizia e supporto dagli altri animali della casa!
(Quanto segue è liberamente tradotto dall’articolo originale, pubblicato sul sito “Bored Panda” con il titolo: Chicken Born Without Eyes Cuddles With Other Pets, Because Her Owner Refused To Put Her Down)

“Mumble”, la gallina cieca adottata dagli altri animali della casa

Gallina Mumble con il cane

La storia ha inizio il giorno in cui il nonno di Rebecca Cummings decide di regalarle un uovo, spiegandole come avrebbe dovuto fare per “covarlo” e farlo così giungere alla schiusa. Ma giunto il momento dell’uscita del pulcino dal guscio, con grande dispiacere Rebecca si accorge subito che il piccolo animale purtroppo è cieco. I familiari le dicono di sopprimerlo ma la ragazza lotta contro tutto e tutti per volerlo comunque accudire e mantenerlo in vita, e tenendo duro e non desistendo dalla sua convinzione, alla fine le viene concesso di prendersi cura del piccolo e sfortunato pulcino.

Gallina Mumble da pulcino appena nata

Rebecca ha chiamato la piccola gallina (di razza Bantam Mille Fleur) “Mumble”, e nel periodo iniziale, dopo averla curata e accudita per tutto il giorno, ogni sera – racconta lei stessa in un’intervista – aveva sempre paura di lasciarla per la notte, in quanto temeva al risveglio di ritrovarla morta. Ma la piccola “Mumble” aveva una gran voglia di vivere e con forza, nonostante la cecità, ha proseguito nel suo difficile percorso di crescita.

Gallina Mumble nel letto

Trascorso un anno “Mumble” è diventata una bella gallina adulta e vive nella casa circondata dall’affetto di Rebecca e di tutti i suoi familiari, ma anche degli altri animali domestici (cani, gatti e un coniglio) e delle altre cocche; tutti insieme trascorrono felicemente le giornate nel casolare situato a North Somerset, nel Regno Unito e “Mumble” non disdegna neanche qualche giretto in auto.

Gallina Mumble con gatto

Gallina Mumble in auto

Gallina Mumble dorme vicina al cane

Gallina Mumble con il coniglio di casa

“Mumble” ha anche una pagina su Facebook a lei dedicata – Mumble The Chicken – seguita da più di 50.000 fan, popolarità e notorietà che ha stupito la stessa Rebecca, che aveva aperto la pagina quasi per gioco, per il semplice piacere di condividere con amici e conoscenti le foto dolci e simpatiche della sua gallina, e mai avrebbe creduto che sarebbe diventata un simbolo della lotta contro l’abbattimento dei pulcini nati con una qualche disabilità.
Rebecca ha ammesso di essersi molto stupita del successo della pagina ma si è resa conto che le foto e i video postati sul social riuscivano a donare tanta gioia e tanta emozione a moltissime persone.

Gallina Mumble fa le coccole tra due cani

Gallina Mumble dorme accoccolata sul viso del cane

Gallina Mumble gioca con i gatti di casa

Dunque un’altra bellissima storia che ci racconta di quanto possa essere emozionante il rapporto tra uomo e galline se c’è l’amore e la volontà di volerlo coltivare giorno dopo giorno. E anche gli altri animali riescono a recepire nella convivenza quotidiana lo status “particolare” di “Mumble”, comportandosi con lei in modo diverso e più affettuoso.

E adesso, dopo tante parole, si è fatto tardi e gli animali protagonisti di questo racconto, si mettono a dormire…

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Plymouth Rock, la gallina ovaiola del veliero Mayflower http://www.tuttosullegalline.it/razze-galline/gallina-ovaiola-plymouth-rock/ http://www.tuttosullegalline.it/razze-galline/gallina-ovaiola-plymouth-rock/#respond Sat, 18 Feb 2017 11:01:45 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1975 La gallina ovaiola Plymouth Rock prende il nome dal famoso sito “Roccia di Plymouth“, in cui si suppone siano sbarcati per la prima volta William Bradford e i pellegrini-coloni europei del veliero Mayflower, che fondarono la Colonia di Plymouth sulla costa di quelli che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti d’America (il primo riferimento al fatto che i […]

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La gallina ovaiola Plymouth Rock prende il nome dal famoso sito “Roccia di Plymouth“, in cui si suppone siano sbarcati per la prima volta William Bradford e i pellegrini-coloni europei del veliero Mayflower, che fondarono la Colonia di Plymouth sulla costa di quelli che sarebbero poi diventati gli Stati Uniti d’America (il primo riferimento al fatto che i pellegrini siano sbarcati su di una roccia risale al secolo successivo al loro arrivo, che avvenne nel 1620).
Pellegrini europei sbarcano a Plymouth Rock, sulla costa del continente americano
A differenza della razza ovaiola Amrock (gallina di taglia pesante), la Plymouth Rock è una razza di taglia medio-pesante (dunque appena più piccola) e, seppure ne siano riconosciute diverse colorazioni, la più nota è sicuramente quella barrata. E’ una razza robusta e un ottima produttrice di uova.

La Plymouth Rock è di indole socievole e docile; è facilmente addomesticabile e può essere una buona compagna anche per i bambini (come le Amrock); pur amando razzolare in libertà, non ha bisogno di grandi spazi; queste caratteristiche la rendono dunque una tra le galline migliori per chi si accinge a realizzare per la prima volta un pollaio. Inoltre, non essendo una buona volatrice, non occorrono recinzioni alte per contenerla.
Depone ogni anno una media di 200 uova (dal guscio color crema-bruno).
Le galline Plymouth Rock hanno l’istinto di cova, che può essere limitato con la raccolta regolare delle uova.

Gallina ovaiola Plymouth Rock: origine della razza

Benché la denominazione ci riconduca col pensiero al 1620 e allo sbarco della Mayflower, la Plymouth Rock è una razza ovaiola statunitense creata dal Dr. Bennett intorno agli anni ’60 del 1800. Scopo del Dr. Bennett era creare un’ovaiola forte e vigorosa, e per questo incrociò le razze Domenicana, Brahma, Cocincina e Giava. Nel 1874 era già riconosciuta negli USA la Plymouth Rock Barrata, la quale aveva preso il motivo barrato del piumaggio dalla Domenicana. Successivamente l’appellativo “barrata” scomparve, in quanto nacquero presto altre varietà di colore che ebbero un immediato successo. Il primo soggetto della razza Plymouth Rock venne esposto ufficialmente da D.A. Upham nel 1869, alla Mostra Avicola di Worcester nel Massachusetts.

Galline ovaiole e gallo Plymouth Rock - Colorazione fulva
Plymouth Rock – Colorazione fulva

Come riconoscere le Plymouth Rock barrate dalle Amrock

Sicuramente la razza con cui potremmo confonderci nel riconoscimento della Plymouth Rock è quella della “parente stretta” Amrock. Ecco dunque delle indicazioni pratiche per non confonderle.

In primo luogo, a differenza della Amrock, la Plymouth Rock è classificata come razza medio-pesante (mentre la Amrock è una razza di taglia pesante).

In secondo luogo, entrambe hanno forme arrotondate, ma la Amrock ha forma “rettangolare” mentre la Plymouth Rock è più “trapezoidale”; in particolar modo la linea del dorso è leggermente ascendente in entrambe, ma l’angolo della curvatura della coda della Amrock è più accentuato (max 45° contro i max 30° della Plymouth Rock); nelle seguenti immagini, estratte dal trimestrale  “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 sono evidenziate queste differenze.

Disegno per riconoscimento gallina ovaiola di razza Amrock
Amrock a “rettangolo” (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu
Disegno per riconoscimento gallina ovaiola di razza Plymouth Rock
Plymouth Rock a “trapezio” (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu

In terzo luogo, il disegno barrato della Amrock è un disegno caratterizzato da una barratura meno precisa, pur essendo sempre un disegno in cui sono chiaramente visibili e ben separati i due colori (nero e grigio chiaro); di seguito un’illustrazione che raffigura la precisione e maggior linearità della barratura delle Plymouth Rocks.

La precisione della barratura nel piumaggio della gallina ovaiola Plymouth Rock
Plymouth Rock: la precisione della barratura (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu
Galline ovaiole Plymouth Rock al pascolo in cui si evidenzia la classica e precisa barratura del piumaggio
Plymouth Rock: la precisione della barratura
Esemplari di galline ovaiole Amrock, con barratura più irregolare
Esemplari di razza Amrock: la barratura è più irregolare e con un rapporto di colore 2:1 (nero:grigio)

Galline ovaiole Plymouth Rock: lo standard italiano FIAV

Galline ovaiole Plymouth Rock: lo standard italiano FIAV
Sono di seguito riportate tutte le specifiche della gallina ovaiola di razza Plymouth Rock (bianca, bianca columbia nero, barrata, fulva, nera, perniciata argento maglie nere, perniciata maglie nere) riconosciute dallo standard italiano, così come risulta nell’elenco della FIAV:

Standard Italiano delle Razze Avicole FIAV

I – GENERALITA’

Origine: USA. Plymouth nel Massachusetts.

Uovo: Peso minimo g. 55

Colore del guscio: da crema a bruno.

Anello Gallo: mm. 22

Anello Gallina: mm. 20

II – TIPOLOGIA ED INDIRIZZI PER LA SELEZIONE

Pollo grande e robusto, con forme ben arrotondate e linea del dorso leggermente ascendente. La cresta è piccola e semplice. Ha una leggera propensione alla cova. Migliorare l’attitudine alla deposizione. Ricercare la precocità e selezionare un disegno preciso e netto.

III – STANDARD

Aspetto generale e caratteristiche della razza

1- FORMA

Tronco: lungo, largo e profondo a forma trapezoidale.

Testa: nel complesso piuttosto piccola.

Becco: corto e forte, giallo.

Occhi: grandi di colore rosso arancio.

Cresta: semplice, portata dritta, di media grandezza, quattro o cinque denti non troppo profondi, di tessitura fine, rossa.

Bargigli: di media grandezza, lisci, rossi.

Faccia: rossa, con leggera peluria.

Orecchioni: di media grandezza, lisci, rossi.

Collo: di media lunghezza, forte, con mantellina molto abbondante

Spalle: larghe ed arrotondate.

Dorso: uniformemente largo, di media lunghezza,

con linea dritta leggermente ascendente verso la coda, groppa ben impiumata.

Ali: portate alte e ben aderenti al corpo.

Coda: corta, piena, con impianto largo, portata aperta, poco rilevata, apparentemente senza angolo, continua ininterrottamente la linea del dorso.

Petto: largo, ben arrotondato.

Zampe: gambe di lunghezza media, poco evidenti, senza cuscini. Tarsi mediamente lunghi, forti, senza piume, quattro dita, colore giallo intenso.

Ventre: ben sviluppato, largo e profondo.

Pelle: gialla.

2 – PESI

GALLO : Kg. 3,0 – 3,5

GALLINA : Kg. 2,5 – 3,0

Difetti gravi: Dorso inclinato; forma triangolare o spigolosa; colorazione dei tarsi e delle dita diversa dal giallo.

3 – PIUMAGGIO

Conformazione: Ben aderente al corpo, senza cuscini, penne larghe.

IV – COLORAZIONI

BIANCA

GALLO e GALLINA

Piumaggio in generale bianco puro.

Piumino bianco.

Difetti gravi: sfumature giallastre, penne di altro colore.

BIANCA COLUMBIA NERO

GALLO e GALLINA

Testa bianco argento puro. Mantellina bianco argento con larga fiamma nera a riflessi verdi. Piumaggio in generale bianco. Lanceolate della groppa bianche, tollerate leggere fiamme nere. Remiganti primarie e secondarie nere all’interno e bianche all’esterno. Coda nel gallo nera con riflessi verdi, è tollerata una leggera orlatura bianca sulle grandi falciformi, è auspicabile l’orlatura bianca sulle piccole falciformi; nella gallina copritrici della coda nere con orlatura bianca, timoniere nere.

Piumino grigio chiaro.

Difetti gravi: penne nere sul dorso, sfumature brunastre o ruggine; fiamme nere troppo pronunciate sulle lanceolate della groppa del gallo; troppo bianco nelle penne della coda; piumino che traspare in modo eccessivo.

BARRATA

GALLO e GALLINA

Ogni penna ha un disegno a barre in linea retta. Il nero ed il grigio molto chiaro si alternano regolarmente. Nel gallo la barratura è di uguale larghezza, nella gallina invece le barre nere sono più larghe e nell’insieme appare perciò più scura. La penna termina con la punta nera.

Il piumino mantiene il disegno.

Difetti gravi: Gallo – giallo o grigio nel disegno; bruno nelle parti nere della penna; nero slavato; ruggine sulle ali e sul dorso; bianco nelle falciformi e nelle copritrici delle ali. Gallina – pepatura nella mantellina; fianchi bianchi; disegno con tracce ruggine. Nei due sessi – disegno grossolano o largo, irregolare o a V; presenza di penne nere.

FULVA

GALLO e GALLINA

Piumaggio in generale giallo oro intenso ed uniforme. Nel gallo la mantellina, le lanceolate della groppa e le copritrici delle ali molto brillanti; coda con sfumature bronzee non è da considerarsi un difetto grave. Rachide fulvo intenso, nelle remiganti un po’ più scuro.

Piumino fulvo, ammesso leggermente più chiaro.

Difetti gravi: nei due sessi notevoli differenze nella tonalità della colorazione rispetto a quella prevista dallo standard. Disegno nella mantellina, remiganti o timoniere; presenza di bianco o nero sul piumaggio; piumino bianco; parti biancastre nelle timoniere e remiganti; rachide bianca. Una leggera pepatura sulla coda costituisce difetto lieve.

NERA

GALLO e GALLINA

Piumaggio in generale nero intenso, nel gallo con forti riflessi verdi lucenti.

Piumino da grigio a nero, nel gallo ammesso più chiaro.

Difetti gravi: piumaggio opaco; assenza di riflessi verdi nel gallo; riflessi porpora o bluastri; penne di altro colore.

PERNICIATA ARGENTO MAGLIE NERE

GALLO

Testa bianco argento. Mantellina bianco argento con fiamma nera a riflessi verdi che presenta al centro una ‘lancia’ bianca. Dorso, spalle e copritrici delle ali bianco argento. Lanceolate della groppa bianco argento con fiamma nera che presenta al centro una ‘lancia’ bianca. Grandi copritrici delle ali nere con riflessi verdi (fascia dell’ala nera). Remiganti primarie nere con margine esterno bianco. Remiganti secondarie nere all’interno e bianche all’esterno formano il triangolo dell’ala bianco. Petto nero con piccole orlature bianche all’apice delle penne. Ventre e gambe neri con piccole orlature bianche all’apice della penna. Coda nera con riflessi verdi.

Piumino grigio.

GALLINA

Testa bianca. Mantellina bianco argento con larga fiamma nera più pronunciata che nel gallo, al centro di ogni penna una ‘lancia’ bianca. Piumaggio in generale da grigio blu ad acciaio con più disegni neri che seguono la forma della penna; la rachide scura. Remiganti primarie e secondarie nere all’interno e grigie all’esterno. Coda nera, eccetto le due grandi copritrici superiori che dovrebbero essere grigie con disegno.

Difetti gravi: Gallo – forti sfumature gialle, presenza di bruno nelle copritrici; mancanza di disegno bianco o disegno troppo pesante nel petto, ventre e gambe. Gallina – forti sfumature brune e colore non uniforme nel piumaggio; mancanza di disegno o non sufficientemente netto.

PERNICIATA MAGLIE NERE

GALLO

Testa bruno rossiccia. Mantellina bruno dorata con fiamma nera a riflessi verdi che presenta al centro una ‘lancia’ dorata. Dorso, spalle e copritrici delle ali bruno rossiccio. Lanceolate della groppa bruno dorate con fiamma nera che presenta al centro una ‘lancia’ dorata. Grandi copritrici delle ali nere con riflessi verdi (fascia dell’ala nera). Remiganti primarie nere con margine esterno bruno. Remiganti secondarie nere all’interno e bruno dorate all’esterno formano il triangolo dell’ala dorato. Petto nero con piccole orlature brune all’apice delle penne. Ventre e gambe neri con piccole orlature brune all’apice delle penne. Coda nera con riflessi verdi.

Piumino: grigio scuro.

GALLINA

Testa bruno rossiccia. Mantellina bruno dorata con larga fiamma nera più pronunciata che nel gallo, al centro di ogni penna una ‘lancia’ dorata. Piumaggio in generale bruno dorato intenso ed uniforme con più disegni neri che seguono la forma della penna. Remiganti primarie e secondarie nere all’interno e brune all’esterno. Coda nera, eccetto le due grandi copritrici superiori che dovrebbero essere brune con disegno.

Difetti gravi: Gallo – petto, ventre e gambe troppo disegnati o disegno non sufficientemente pronunciato; disegno assente su mantellina o groppa. Gallina – disegno mancante o poco chiaro specie nel petto o nel dorso; forti irregolarità nel quadro generale della colorazione. Nei due sessi: presenza di penne bianche.

NB: Da questo link è possibile scaricare il relativo PDF integrale dello Standard Ufficiale.

Gallina ovaiola Plymouth Rock bianca
Plymouth Rock bianca.
Gallina ovaiola Plymouth Rock nera
Plymouth Rock nera.

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Amrock: ottima gallina ovaiola, socievole e… ornamentale! http://www.tuttosullegalline.it/razze-galline/gallina-ovaiola-amrock/ http://www.tuttosullegalline.it/razze-galline/gallina-ovaiola-amrock/#respond Sat, 18 Feb 2017 11:01:24 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1853 La gallina ovaiola di razza Amrock si contraddistingue sicuramente per a sua colorazione che è unicamente la colorazione barrata (a differenza ad esempio della razza Plymouth Rock, Italiana o Livornese che hanno anche altre colorazioni). E’ una gallina ovaiola compatta, dalla tipica forma “a campana” (delineata dalle curve che formano collo, tronco, dorso e coda), molto robusta […]

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La gallina ovaiola di razza Amrock si contraddistingue sicuramente per a sua colorazione che è unicamente la colorazione barrata (a differenza ad esempio della razza Plymouth Rock, Italiana o Livornese che hanno anche altre colorazioni).

E’ una gallina ovaiola compatta, dalla tipica forma “a campana” (delineata dalle curve che formano collo, tronco, dorso e coda), molto robusta e rustica, caratterizzata da un accrescimento molto rapido. E’ al tempo stesso un’ottima gallina ovaiola (peso minimo delle uova 55 grammi e guscio da crema a brunastro) e un ottima razza ornamentale.

La Amrock ha un’indole molto calma e non è incline a volare come solitamente fanno le ovaiole pure (ad esempio la gallina livornese). Tendono ad affezionarsi molto a chi le accudisce e a diventare del tutto domestiche. Sono quindi molto produttive, socievoli e ornamentali, veramente ideali anche per chi ha poca esperienza con la pratica dell’avicoltura oppure per chi è alle prime armi con la realizzazione di un pollaio.

Gallina ovaiola Amrock, dipinto dell'artista Nanouk Weijnen
Gallina Amrock, di Nanouk Weijnen (Artist, painter, animal lover, sculptures, collage art, dutch) – www.nanoukweijnen.com

Altro particolare interessante di questa razza è la possibilità di distinguere il sesso dei pulcini già appena nati, tramite il colore dei tarsi e la grandezza della macchia chiara occipitale; in particolare, i pulcini che presentano tarsi e becco di colore giallo più chiaro sono generalmente maschi, mentre quelli che presentano una macchia occipitale molto estesa sono con molta probabilità femmine (questa caratteristica si traduce in gergo tecnico in “pulcini autosessabili alla nascita”).

Nella Amrock il colore di fondo è il nero, e su questo si alternano in maniera regolare barre parallele di colore grigio chiaro. Nel gallo i due colori risultano essere in rapporto di 1:1 mentre nella gallina sono in rapporto di 2:1, quindi la barra nera nella gallina risulta essere il doppio rispetto a quella grigia e l’animale appare pertanto più scura del gallo già al primo colpo d’occhio.

Gallo e gallina ovaiola Amrock con il bel piumaggio barrato nero e grigio
Gallo e gallina Amrock (evidente il rapporto 2:1 e 1:1 tra componente nera e grigia del piumaggio)

Alcuni esempi di pollai in legno per ospitare le vostre Amrock:

Gallina ovaiola Amrock: origine della razza

La Amrock è una razza ovaiola di origine americana migliorata in Germania. La razza Amrock, infatti, ha origini nel Massachusetts, dove viene selezionata intorno al 1868, incrociando la Domenicana con la Cocincina e la Java nere. Ha poi ottenuto grande successo tra gli allevatori dopo essere stata importata in Germania nel 1948 (dove è stata selezionata anche la varietà nana).

L’origine più accreditata del nome è quella che lo vede risalire all’abbreviazione di “Amerikan Rock” formulata gli allevatori tedeschi. In origine era anche nota come “Barred Rock”.

Come distinguere le Amrock dalle Plymouth Rock

Sicuramente la razza con cui potremmo confonderci nel riconoscimento di una Amrock è quella della “parente stretta” Plymouth Rock. Vogliamo quindi fornire delle indicazioni pratiche per capire come distinguerle.

In primo luogo, a differenza della Plymouth Rock la Amrock è classificata come razza pesante (la Plymouth Rock è invece una razza di taglia media).

In secondo luogo, entrambe hanno forme arrotondate, ma la Amrock ha forma “rettangolare” mentre la Plymouth Rock è più “trapezoidale”; in particolar modo la linea del dorso è leggermente ascendente in entrambe, ma l’angolo della curvatura della coda della Amrock è più accentuato (max 45° contro i max 30° della Plymouth Rock); nelle seguenti immagini estratte dal trimestrale FIAV sono evidenziate queste differenze.

Galline ovaiola Amrock con la forma "rettangolare"
Amorck a “rettangolo” (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu
Galline ovaiola Plymouth Rock con la forma "trapezoidale"
Plymouth Rock a “trapezio” (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu

In terzo luogo, il disegno barrato della Amrock è un disegno caratterizzato da una barratura meno precisa, pur essendo sempre un disegno in cui sono chiaramente visibili ben separati i due colori (nero e grigio chiaro). Di seguito un’illustrazione che raffigura la precisione e maggior linearità della barratura delle Plymouth Rock rispetto alle Amrock.

Precisione della barratura nelle galline ovaiole Plymouth Rock
Plymouth Rock: la precisione della barratura (Trimestrale FIAV “Avicoltura Avicultura” N. 49 Ottobre-Dicembre 2014 “Amrock e Plymouth Rock – Due razze da non confondere”) – www.fiavinfo.eu

Galline ovaiole Amrock: lo standard italiano FIAV

Galline ovaiole Amrock nello standard italiano FIAV
Sono di seguito riportate tutte le specifiche della gallina ovaiola di razza Amrock (unica colorazione: barrata) riconosciuta dallo standard italiano, così come risulta nell’elenco della FIAV:

Standard Italiano delle Razze Avicole FIAV

I – GENERALITA’

Origine
Tipo industriale della Plymouth Rock, creata negli USA a partire dalla Dominicana; Cocincina Nera, e Giava Nera. Denominata alla sua apparizione “Barred Rock”.

Uovo: Peso minimo 58 g.
Colore del guscio bruno fino a giallo brunastro.

Anello Gallo: 22 mm.
Anello Gallina: 20 mm.

II – TIPOLOGIA ED INDIRIZZI PER LA SELEZIONE
Pollo grande, forte a crescita rapida, con buona deposizione e buona qualità della carne. Dorso largo e petto profondo e pieno particolarmente nella gallina, in questa ricorda la forma di una campana coricata.
Nei pulcini di un giorno è possibile riconoscerne il sesso sulla base del colore dei tarsi e della grandezza della macchia chiara sull’occipite.

III – STANDARD
Aspetto generale e caratteristiche della razza.

1- FORMA
Tronco: di media lunghezza, largo, profondo e pieno.
Testa: di media grandezza.
Becco: corto e fortemente ricurvo; giallo. Nella gallina la parte superiore corno scuro ammessa.
Occhi: grandi e vivi; iride rosso.
Cresta: semplice; di grandezza media; ferma e dritta; 4/6 dentelli; lobo non si appoggia sulla nuca; tessitura fine.
Bargigli: di media lunghezza, lisci e di tessitura fine.
Faccia: rossa liscia.
Orecchioni: di colore rosso, allungati e lisci.
Collo: di media lunghezza, mantellina abbondante.
Spalle: larghe, poco prominenti; arrotondate.
Dorso: di media lunghezza; largo su tutta la lunghezza; quasi orizzontale dal collo alla groppa. la linea del dorso prosegue verso la coda in una curva concava, senza interruzioni. Groppa larga, pienamente impiumata, arrotondata ai lati.
Ali: di media lunghezza; ben serrate al corpo; remiganti primarie e secondarie larghe.
Coda: di media lunghezza; larga alla base; portata ad una buona media altezza; timoniere ricoperte dalle falciformi. Nella gallina le timoniere fuoriescono un po’ dalle copritrici.
Petto: largo, pieno, profondo e ben arrotondato. Nella gallina più pieno e arrotondato.
Zampe: gambe di media lunghezza; forti e ben impiumate; gialle. Tarsi lisci di media lunghezza, forti e ben divaricati; gialli; nella gallina qualche scaglia scura ammessa; nel periodo di deposizione ammessi tarsi schiariti. Dita di media lunghezza, forti e ben allargati.
Ventre: pieno e largo. Nella gallina più sviluppato.

2 – PESI
GALLO : Kg. 3,0 – 4,0
GALLINA : Kg. 2,5 – 3,0

Difetti gravi:
mancanza di forma; corpo troppo corto o gracile; dorso stretto; portamento troppo rilevato, troppo profondo o troppo stretto; ventre troppo sviluppato o ingrassato nella gallina; becco lungo o a punta; tarsi a scaglie grossolane o troppo scure; piumaggio troppo rigonfio; becco scuro nel gallo.

3 – PIUMAGGIO
Conformazione: ben serrato al corpo.

IV – COLORAZIONI

BARRATA
GALLO e GALLINA
Ogni piuma con barratura trasversale, in alternanza multipla il più regolare possibile, nero e grigio chiaro. Le barre sono rettilinee devono essere delimitate il più nettamente possibile. Barre della stessa larghezza nel gallo, più strette nella mantellina e leggermente dentellate. La gallina ha delle barre nere più larghe del gallo e pertanto appare più scura. Le piume devono il più possibile terminare col nero dando così una barra completa. Le remiganti primarie hanno le barre meno nettamente disegnate , un colore un po’ più opaco è tollerato. Piumino disegnato. Una sfumatura d’insieme più o meno scura è ammessa nei due sessi.
Difetti Gravi: barratura troppo grossolana, troppo stretta o diluita; barratura trasversale fortemente irregolare o arcuata; per lato più di una remigante primarie nera o a barre confuse; piume interamente nere visibili dall’esterno; mantellina schiarita nel gallo che contrasta fortemente; mantellina troppo scura nella gallina che contrasta fortemente; numerose piume con l’estremità chiara; assenza del disegno del piumino; riflessi giallastri; ruggine; tracce farinose.

NB: Da questo link è possibile scaricare il relativo PDF integrale dello Standard Ufficiale.

Gallo Amrock
Gallo Amrock
Galline ovaiola Amrock
Galline Amrock

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Copertura del pollaio: eternit (fibrocemento contenente amianto) materiale da evitare http://www.tuttosullegalline.it/pollaio-per-galline/copertura-pollaio-eternit-amianto/ http://www.tuttosullegalline.it/pollaio-per-galline/copertura-pollaio-eternit-amianto/#respond Tue, 14 Feb 2017 09:46:54 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1871 Cogliamo l’occasione di una notizia di recente pubblicazione, uscita sul “Corriere dell’Umbria” e intitolata “Spunta pollaio con copertura in eternit” (ovvero, nel comune di Corciano, confinante con la proprietà di un piccolo condominio, spunta un pollaio con tettino in eternit e divampano le polemiche), per affrontare una tematica molto importante per chi si trovasse ad avere a […]

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Cogliamo l’occasione di una notizia di recente pubblicazione, uscita sul “Corriere dell’Umbria” e intitolata “Spunta pollaio con copertura in eternit” (ovvero, nel comune di Corciano, confinante con la proprietà di un piccolo condominio, spunta un pollaio con tettino in eternit e divampano le polemiche), per affrontare una tematica molto importante per chi si trovasse ad avere a che fare con pollai o altre strutture da esterno e giardino (nonché cassoni per l’acqua, tubature o altro) realizzati con impiego di eternit.

E’ molto importante sapere come procedere alla rimozione di questo materiale nocivo per la salute in modo sicuro, e senza rischi per l’uomo e per gli animali che vivono nell’area circostante.

Pollaio con copertura in eternit
Il pollaio con copertura in eternit del condominio di Corciano (Articolo “Spunta un pollaio con copertura in eternit” del 4 Febbraio 2017 del Corriere dell’Umbria)

L’uso dell’eternit nelle coperture dei pollai

L’eternit (una miscela di fibrocemento contenente amianto) è stato, fino ad alcuni decenni fa, ampiamente utilizzato in ambito murario/costruttivo, in quanto considerato un ottimo materiale per le sue caratteristiche di isolamento e resistenza al calore.

Spesso, per il suo costo ridotto rispetto ad altri materiali, è stato utilizzato pure nella realizzazione di estese coperture di strutture agricole (anche ad esempio nel caso di grandi allevamenti), nonché negli orti e nei giardini per la costruzione di piccole tettoie e coperture (per baracche, rimesse agricole, fino ad arrivare alla cuccia per il cane).

Ecco di seguito alcuni esempi che illustrano possibili utilizzi dei noti “pannelli ondulati” in fibrocemento contenente amianto:

Eternit (fibrocemento contenente amianto) utilizzato per una baracca di campagna

Eternit (fibrocemento contenente amianto) utilizzato per una cuccia di cane

Eternit (fibrocemento contenente amianto) utilizzato come divisorio di proprietà

Il pericolo amianto (presente nell’eternit)

L’impiego dell’eternit si è però poi scoperto altamente nocivo.

Trattandosi di un materiale fibroso, con il tempo l’amianto si sfalda in fibre molto piccole e volatili che provocano infezioni alle vie respiratorie e tumori alla laringe e ai polmoni (tra questi il terribile mesotelioma pleurico).

Le polveri contenenti fibre d’amianto, quando respirate, possono causare gravi patologie, come l’asbestosi (dal latino asbèstus, inestinguibile; sostanza minerale di colore giallo argentino, di tessitura fibrosa, che ha la proprietà di rimanere inconsunta in mezzo al fuoco; è di varie specie, una delle quali è l’amianto) nel caso di importanti esposizioni, nonché tumori della pleura.

I tipi di amianto più pericolosi per la salute e cancerogeni sono gli anfiboli, e fra essi il più temibile è la crocidolite.

Il potenziale di pericolosità dei materiali contenenti amianto non è però identico per tutte le tipologie di manufatti.

La pericolosità dell’amianto è infatti legata, come noto, alla maggiore o minore possibilità di rilascio di fibre, parametro questo influenzato dalla stato di conservazione del manufatto stesso.

E’ raro trovare oggi, a 20 anni di distanza dalla normativa di cessazione dell’uso dell’amianto, dei manufatti di eternit in ottimo stato di conservazione; ne consegue quindi che la possibilità di rilascio di fibre è molto alto e dunque proporzionale, in linea generale, all’età del materiale.

Eseguire lavorazioni o frantumare manufatti contenenti amianto porta all’inevitabile rilascio di consistenti quantità di fibre, ma non solo; lo stesso trasporto di fibre che il vento può provocare, nel caso di coperture in cattivo stato di conservazione, può essere altrettanto dannoso.

Una copertura in eternit in cattivo stato che dunque rilascia fibre di amianto

Come procedere alla rimozione o incapsulamento dell’eternit

«Esistono situazioni in cui, per bonificare un pollaio di qualche decina di metri quadrati, un privato arriva a spendere cifre anche abbastanza importanti, e si parla di centinaia se non migliaia di euro»; questi sono i costi per l’intervento di bonifica dell’eternit (rimozione o incapsulamento) effettuato da una ditta autorizzata; prezzi dunque elevati, nonostante spesso non ci siano i costi aggiuntivi derivanti dall’allestire un cantiere con significative altezze da terra (nel caso di pollai le altezze infatti sono quasi sempre assai modeste).

Rimozione lastre in eternit
Rimozione lastre in eternit.

Rimozione di un tetto in eternit

Questo scoglio economico non deve però essere di impedimento ad una corretta risoluzione del problema, che è importante che sia all’attenzione e sensibilità di tutti.

A volte, proprio per evitare la spesa di rimozione, si verificano spiacevolissimi casi di abbandono delle coperture in eternit rimosse in autonomia, con un duplice effetto negativo (se non criminale):

  • per la salute di chi ha rimosso “in malo modo” il materiale, mettendo a repentaglio la sua incolumità durante il lavoro ma anche quella di tutti coloro che respireranno le fibre di amianto del materiale abbandonato;
  • per la spesa pubblica (a carico di tutti), perché in questi casi è il Comune a doversi fare carico della spesa di rimozione del rifiuto pericoloso abbandonato.
Lastre di eternit abbandonate all'aperto con grave rischio per la salute derivante dalle fibre di amianto
Abbandono rifiuti: lastre in eternit (amianto)

Le prime cose da fare nel caso in cui si debba procedere a rimuove (o incapsulare) materiali in eternit/amianto (siano essi sul nostro pollaio o diversamente utilizzati) sono:

  • verificare se a livello regionale-comunale esistono procedure e istruzioni (nonché fornitura di dispositivi di sicurezza) per procedere autonomamente, e senza alcun rischio per la salute, alla rimozione-bonifica;
  • verificare se a livello regionale-comunale esistono incentivi economici (contributi) per sostenere parte della spesa a carico del privato (determinante avvalersi di ditte autorizzate e specializzate nel settore, verificando che siano autorizzate alla gestione del rifiuto, e che rilascino tutta la documentazione relativa al corretto conferimento in discarica, con consegna finale di copia del formulario rifiuti che accompagna l’amianto smaltito).

In ogni Regione, e talvolta in ogni Comune, ci sono regole e opportunità diverse, ed è quindi essenziale informarsi bene rispetto alla singola realtà territoriale.

A livello nazionale è stato definito il Piano Nazionale Amianto e sono disponibili ricognizioni relative alla presenza di amianto, ed è sulla base di questo strumento che Regioni e Comuni hanno definito piani e procedure per agevolare il corretto intervento di rimozione o incapsulamento dell’eternit.

Se avete esperienze dirette di rimozione di eternit, raccontatecele nei commenti qui sotto all’articolo o sulla pagina facebook; potrebbero essere di aiuto ad altre persone che si trovano nella situazione di dover risolvere questo importante problema.

Infine, se avete intenzione di mettere su un pollaio per alcuni esemplari di galline ovaiole per utilizzo famigliare e domestico, vi consigliamo l’acquisto di pollai in legno (o anche di altri materiali) già prefabbricati, perfetti per gli animali e anche veramente molto carini esteticamente da vedere. Questi sono solo alcuni esempi:

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Egg inception, l’uovo con dentro un altro uovo http://www.tuttosullegalline.it/news-curiosita-galline/uovo-dentro-uovo-egg-inception/ http://www.tuttosullegalline.it/news-curiosita-galline/uovo-dentro-uovo-egg-inception/#respond Sun, 12 Feb 2017 18:19:24 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1983 Le uova sono da sempre uno scrigno quasi magico che riserba grandissime, e a volte incredibili, sorprese. Sia le uova naturali, che con il loro contenuto ad altissimo valore nutritivo sono assai preziose per la nostra alimentazione, sia nel caso di uova artificiali, come possono esserlo ad esempio le uova di Pasqua, che non vediamo l’ora di scartare […]

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Le uova sono da sempre uno scrigno quasi magico che riserba grandissime, e a volte incredibili, sorprese. Sia le uova naturali, che con il loro contenuto ad altissimo valore nutritivo sono assai preziose per la nostra alimentazione, sia nel caso di uova artificiali, come possono esserlo ad esempio le uova di Pasqua, che non vediamo l’ora di scartare per scoprire il regalo nascosto al loro interno, o come lo sono anche, spostandoci su un piano più artistico, raffinato e prezioso, le uova Fabergé.

Il simbolismo dell’uovo è potentissimo; un elemento ancestrale, che ci accompagna dalla notte dei tempi, e che rimanda alla “vita prima della vita”, che prende forma e anima all’interno di questo sottile e delicato scrigno. Tornando all’arte, solo per fare un esempio tra i più famosi, basti pensare alla forza comunicativa ed evocativa enorme che ricopre l’uovo nel simbolismo e nelle opere di Salvador Dalì.

Mantenendo questo ideale ping-pong tra natura e arte, torniamo dunque alla prima, per scoprire che, in alcuni casi, seppur assai poco frequenti, se entrando nel nostro pollaio di galline ovaiole per andare a raccogliere le uova deposte in giornata, ci accorgiamo che stranamente ce n’è una molto più grande e più pesante del solito (e delle altre), questo dovrebbe farci insospettire sul fatto che, molto probabilmente, ci troviamo davanti ad un raro caso di egg inception.

Egg inception: l’uovo con dentro un altro uovo

Vi ricordate il film “Inception” del 2010, scritto e diretto da Christopher Nolan e con protagonista un grande Leonardo Di Caprio? No? Allora, a questo link trovate una delle tante scene memorabili di questa pellicola (che, se non avete visto, vi consigliamo assolutamente di vedere, magari acquistandolo in dvd), ma quello che a noi più interessa in questo momento è la parola del titolo: Inception.

Questa parola, in inglese ha il significato corrente di “inizio, cominciamento”, ma anche quello figurativo di “immettere (dentro la mente di un’altra persona) un pensiero/sogno a lui estraneo”. E il film è a sua volta un’avventura che trascina il protagonista ad indagare la psiche e il subconscio sprofondando sempre di più in strati profondi dell’attività onirica, che sono conformati come una grande matrioska, uno dentro l’altro.

Ecco dunque che adesso, alla luce di tutto ciò, la definizione “egg inception” ci appare molto più chiara, e assume in sé entrambi i significati della parola, quello naturale e quello figurativo.
Infatti si riferisce a qualcosa da cui tutto ha inizio (l’uovo appunto), e che custodisce dentro si sé un altro sé più piccolo, come una matrioska russa: è l’uovo dentro l’uovo. Ed è un fenomeno che scaturisce una sorpresa enorme quando capita. Guardate e ascoltate questo video qui sotto! 

L’uovo con dentro un altro uovo, è possibile? Ecco la spiegazione.

Il fenomeno dell’egg inception, ovvero dell’uovo più grande che custodisce al suo interno un altro uovo più piccolo assolutamente perfetto e commestibile, non è molto frequente in natura ma può accadere.

Un ragazzo inglese, alcuni anni fa, pensò che la sua gallina avesse deposto l’uovo più grande al mondo, ben 200 grammi, ma rimase molto stupefatto quando, aprendolo, ci trovò dentro un altro uovo.
In molti lo tacciarono di aver manomesso in precedenza l’uovo o che comunque si trattasse di un fake, una storia “montata ad arte”; ma invece, pur essendo raro, in natura “l’uovo dentro l’uovo” può accadere.

Alla base del fenomeno egg inception c’è un incontro, all’interno dell’ovidotto della gallina, tra un uovo che si sta formando, e che dunque è in fase di discesa verso l’uscita, e un uovo che invece, per motivi ancora non del tutto chiari (si pensa ad uno shock subito dall’animale) è in fase di risalita.
L’uovo già intero che sta risalendo al contrario, incontra quindi quello che si sta formando, e da esso viene inglobato, per poi essere espulsi entrambi ma sotto forma di un uovo unico più grande (e chissà con quale dolore per la povera cocca!).

Ecco un altro esempio sempre tratto da un video su youtube. Il secondo uovo, quello interno, è della dimensione normale (si sente infatti il commento inglese che dice: “this is a normal size egg!”); immaginatevi dunque quanto è grande l’uovo iniziale.

Questo evento, conosciuto anche con il nome di “uova doppie”, seppur raro, era già conosciuto anche in tempi antichi, e il primo riferimento documentato scritto che, con elevata probabilità, si riferisce proprio a ciò di cui stiamo parlando, è quello di un passo del “De Animalibus” di Alberto Magno, del 1250 d.c., ove si dice:

“Tuttavia già vidi un uovo di gallina che aveva due gusci, uno dentro l’altro, e tra i due gusci c’era dell’albume, e all’interno di quello che stava dentro l’altro non c’era che albume, ed era un uovo piccolo, completamente rotondo come una sfera. Ma questo apparteneva ad uno degli errori e delle anomalie della natura.”

Quindi, trattasi effettivamente di un caso di egg inception, anche se un poco differente da quello che abbiamo visto fino ad ora in questo articolo. Ed infatti dobbiamo dire che in natura si presentano differenti situazioni di “uova doppie”; oltre a quello da noi già analizzato (“uovo completo dentro a uovo completo”) e di cui negli annali avicoli è riportato anche l’incredibile caso di una gallina che nel 1945, in Inghilterra, ne depose ben 10 in circa 3 mesi, si può assistere anche a “uovo senza tuorlo dentro uovo completo”, “uovo completo dentro a uovo senza tuorlo”, e infine forse il più raro, che è anche quello descritto da Alberto Magno, “uovo avitellino dentro uovo avitellino” (ovvero, entrambe le uova senza tuorlo, ma solo con albume).

In riferimento a quest’ultimo, oltre alla descrizione presente nel “De Animalibus”, abbiamo anche un’altra testimonianza, quella a mano di Conrad Gessner, a pagina 422 della sua opera “Historia animalium”, del 1555:

“Io ho visto un uovo completamente sferico ricoperto da due gusci, uno dentro all’altro, con dell’albume acquoso poco denso che si trovava tra i due gusci e senza tuorlo, e con anche un secondo albume dentro al guscio più interno.” – [Vidi ego ovum prorsus sphaericum, duabus testis intectum, una intra alteram, cum albumine aquoso tenui inter utranque absque vitello, et altero etiam albumine intra interiorem testam.]

Ringraziamo il sito Summagallicana.it per questo ultimo riferimento bibliografico relativo all’egg inception e se volete approfondire vi segnaliamo questa pagina del loro sito: Ovum in ovo dove è anche riportato il “caso studio”, avvenuto nel 2006 in provincia di Perugia, di gallina ovaiola che ha deposto in sequenza uova doppie. Oltre al racconto dell’accaduto, corredato da foto esplicative, è possibile anche leggere l’interessante relazione scientifica fatta su questo dal veterinario Dr. Federico Comellini.

E a voi? E’ mai capitato di trovarvi davanti ad un caso di “uovo dentro l’uovo” o simili? Raccontatecelo nei commenti o su facebook!

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La gallina nana come animale da compagnia http://www.tuttosullegalline.it/video-galline/gallina-nana-animale-compagnia/ http://www.tuttosullegalline.it/video-galline/gallina-nana-animale-compagnia/#respond Sat, 11 Feb 2017 11:20:18 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1951 Tra le molteplici razze di galline esistono anche le razze ornamentali nane, che meglio delle altre sono adatte a vivere in stretta compagnia dell’uomo, anche all’interno dell’appartamento, come veri e propri cani o gatti. Un esempio noto ed oramai famoso è quello della Gallina Nina, “star del web” e compagna inseparabile della sua padroncina Silvia […]

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Tra le molteplici razze di galline esistono anche le razze ornamentali nane, che meglio delle altre sono adatte a vivere in stretta compagnia dell’uomo, anche all’interno dell’appartamento, come veri e propri cani o gatti. Un esempio noto ed oramai famoso è quello della Gallina Nina, “star del web” e compagna inseparabile della sua padroncina Silvia Amodio.

Le galline nane, come per altro tutte le galline in generale, sono animali assolutamente dolci e molti intelligenti; amano stare in compagnia e la loro curiosità, se stimolata, le spinge ad interagire ed apprendere sempre di più, acquistando anche sempre più fiducia e confidenza nell’essere umano.

Lo abbiamo ripetuto più volte su questo sito, ed è uno dei principali motivi che ci hanno spinto a crearlo: le galline sono degli eccezionali animali da compagnia, divertenti e sociali, che oltretutto ci fanno anche dono di quel regalo immenso e prelibato che è l’uovo.

Dobbiamo abbandonare i preconcetti, che vogliono la gallina come un animale stupido e insensibile, da tenere in poca considerazione e lontano da casa.
Date amore alle vostre galline, coccolatele (lo sapete che fanno le fusa, vero?), e in cambio riceverete tantissimo!

E adesso, sull’argomento “galline nane” lasciamo la parola al dott. Alessandro Melillo, direttore della clinica veterinaria “Omniavet”, specializzato in animali esotici.

Trascrizione del video.
“Oggi parliamo di un animale rivisitato: il pollo. Siamo abituati a considerare i polli come alimento, fornitori di uova, o al massimo creature abbastanza insignificanti che camminano nelle aie delle fattorie.

Invece, in tempi relativamente recenti, ma neanche troppo (in Europa sono già alcuni decenni che questa cosa va avanti), sono state mano mano selezionate tutta una serie di razze ornamentali del pollo domestico e queste specie sono assurte ad una dignità maggiore di animali allevati a scopo ornamentale e perché no, anche di compagnia.

In effetti le galline possono avere delle interazioni con noi molto maggiori di quelle che si pensa; sono comunque animali sociali, animali che in natura hanno una gerarchia di gruppo e quindi possono naturalmente inserirsi in un ambiente anche multi-specifico. Naturalmente non sono animali facilmente tenibili in un appartamento di città, però se uno ha un piccolo spazio esterno, anche di pochi metri quadrati, è assolutamente possibile strutturare un piccolo pollaio e tenere delle galline da compagnia. Fra l’altro, a differenza di altri animali da compagnia, si guadagnano la pagnotta, perché comunque, anche le razze ornamentali depongono le uova (certo non nelle quantità industriali delle razze ovaiole), però comunque depongono delle uova che, seppur più piccole, sono assolutamente commestibili, biologiche, e provenienti da animali che sappiamo come sono stati trattati e quindi consumabili anche in maniera molto più etica rispetto a quelle del supermercato.

Questa è una giovane gallinella Bantam ed è una delle razze più vicine a quello che è l’ancestrale selvatico del pollo.
Forse non tutti sanno che il pollo non è nato nelle batterie degli allevamenti industriali, ma proviene da una specie selvatica asiatica che popola le foreste dell’India e di tutta la base della catena montuosa dell’Himalaya; sono uccelli molto belli e colorati, simili al nostro fagiano, e da questa sono poi state selezionate centinaia di razze di varietà di colore, che vanno da queste piccolissime (o ancora più piccole di così), ad animali molto grandi che pesano diversi chili. [n.d.r.: Per approfondire su questa tematica puoi leggere il nostro articolo: Origini e storia del legame tra uomo e gallina].

Come possiamo fare per tenere presso di noi alcuni di questi bellissimi uccelli?
Intanto dobbiamo ricordarci che anche i maschi delle razze ornamentali cantano al mattino, e questo può essere un problema non da poco se si vive in un contesto urbano o sub-urbano, e dunque, prima di avere problemi, dobbiamo riflettere bene su questa cosa; ma naturalmente è possibile anche tenere soltanto femmine, che sono molto più facili da gestire da questo punto di vista.

Le galline hanno bisogno di un ricovero e per questo ci sono in vendita degli appositi pollai amatoriali, sia di metallo che un po’ più carini e decorativi in legno, e poi hanno bisogno di uno spazio di almeno alcuni metri quadrati in cui razzolare ed esprimere i loro comportamenti naturali di ricerca del cibo.

Queste razze piccole sono anche delle ottime volatrici e quindi il loro ambiente deve essere necessariamente coperto, altrimenti tenderanno a volare sugli alberi per appollaiarsi, rischiando quindi di perdersi o di essere predate.

Hanno bisogno di un fondo di terra naturale, di uno spazio dove fare il bagno di sabbia, che le aiuta e tenersi libere dai parassiti cutanei e anche a cambiare correttamente le penne (guardate come sono belle le penne di questa gallinella), e hanno bisogno di una alimentazione corretta che può essere ovviamente basata su un preparato industriale simile a quello dei polli diciamo “da reddito” che sarà poi integrato dagli scarti delle verdure che consumiamo noi normalmente e da alimenti proteici (come ad esempio lo stesso uovo rassodato e mischiato a pastoni fatti con la pasta o altri cereali che consumiamo normalmente); ed è importante, per le femmine in deposizione, un corretto apporto di calcio sia attraverso appositi integratori sia attraverso i gusci di ostrica tritati o anche il guscio delle uova stesse, preventivamente sterilizzato e macinato.
Non temiamo il fatto che se somministriamo uova o gusci d’uova alle galline, queste impareranno a mangiare le loro uova; non dipende da questo tale comportamento patologico ma piuttosto da una carenza alimentare, soprattutto a livello proteico o minerale.

Le galline possono essere attaccate da molti tipi di parassiti e quindi hanno bisogno di un esame delle feci periodico, soprattutto se hanno accesso a terreno naturale e possono avere moltissime malattie infettive.

L’incidenza di queste malattie infettive per le quali in zootecnia esiste tutta una serie di vaccinazioni, è effettivamente abbastanza incostante nell’allevamento ornamentale, però sono assolutamente possibili, quindi si consiglia di acquistare gli animali o presso allevamenti di una certa importanza, che diano i pulcini già vaccinati, oppure magari di mettersi d’accordo con altri allevatori ed amatori per far vaccinare i propri soggetti.
Questo perché la grossa difficoltà nella vaccinazione dei polli ornamentali è che i vaccini per il pollame sono venduti solamente in grosse quantità perché concepiti per gli allevamenti industriali, quindi spesso diventa difficile procurarseli se si ha bisogno di vaccinare solo pochi esemplari.”

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Il pollaio nel Medioevo: dall’Archeodromo di Poggibonsi alle miniature medievali http://www.tuttosullegalline.it/le-galline-nella-storia-e-nella-cultura/pollaio-nel-medioevo/ http://www.tuttosullegalline.it/le-galline-nella-storia-e-nella-cultura/pollaio-nel-medioevo/#respond Thu, 09 Feb 2017 09:12:38 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1875 Queste le parole usate da Piero Angela in Superquark del 30 luglio 2015 per descrivere la zona archeologica di Poggio Imperiale: “La parola archeologia ci fa subito venire in mente uno scavo polveroso con esperti che, con un pennellino, tentano di estrarre dal suolo un prezioso frammento del passato. C’è tuttavia un altro tipo di […]

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Queste le parole usate da Piero Angela in Superquark del 30 luglio 2015 per descrivere la zona archeologica di Poggio Imperiale:

“La parola archeologia ci fa subito venire in mente uno scavo polveroso con esperti che, con un pennellino, tentano di estrarre dal suolo un prezioso frammento del passato. C’è tuttavia un altro tipo di archeologia, quella sperimentale, che segue una via diversa. Ricostruire, oggi, gli oggetti del passato, ma con tecnologie antiche, per capire come lavorassero o anche vivessero gli artigiani del passato o come combattessero i soldati.”

“O – potremmo aggiungere noi di TuttoSulleGalline.it – per capire come fosse realizzato un pollaio nel medioevo”.

Raffigurazione di un pollaio con galline nel medioevo

L’ Archeodromo di Poggibonsi

L’Archeodromo è una sorta di “museo a cielo aperto” dove, sperimentalmente, viene ricostruita la vita dell’uomo, dalla preistoria ai nostri giorni. Le ricostruzioni archeologiche sono assolutamente “scientifiche”, basate cioè sui dati emersi dalle campagne di scavo e dalle varie ricerche; oggi gli archeodromi sono un modello di riferimento nel campo della ricerca scientifica in Italia e in Europa.

L’Archeodromo di Poggibonsi ospita visite guidate e laboratori di archeologia sperimentale, guidati da operatori specializzati e professionali.
L’Archeodromo è inoltre la cornice naturale di suggestivi eventi storico-culturali oltre che di percorsi formativi rivolti alle scuole… per una full immersion nell’alto medioevo.
(Per info approfondite sull’Archeodromo di Poggibonsi si consiglia la visita del sito web ufficiale: www.archeodromopoggibonsi.it)

Progetto di ricostruzione del villaggio di Poggio Imperiale del IX-X secolo
Progetto di ricostruzione del villaggio di Poggio Imperiale del IX-X secolo

Il primo step realizzativo dell’Archeodromo di Poggibonsi è stato inaugurato ad Ottobre 2014, e nel Gennaio 2016 è stato completato anche il secondo.

L’Archeodromo di Poggibonsi è un progetto che persegue la ricostruzione in progress delle 17 strutture ritrovate durante gli scavi relativi ad un villaggio di periodo carolingio.
Ad oggi sono già stati edificati la longhouse (la grande abitazione della famiglia padronale), una capanna contadina con aia e pollaio, la forgia del fabbro, un forno da pane, due pagliai e l’orto; ad essi si aggiungono alcune tettoie provvisorie per attività artigianali ma destinate a essere sostituite da altre strutture.

Nel corso dei prossimi anni l’Archeodromo sarà dunque ulteriormente ampliato, con la fedele ricostruzione di molte altre “capanne”, dalla macelleria al granaio, dagli alloggi dei dipendenti alla fornace da ceramica, e via via a tutte le altre strutture accessorie per quelle attività economiche incentrate sullo sfruttamento agricolo dei terreni circostanti e sull’allevamento.

L’Archeodromo è dunque la Storia dell’Alto Medioevo che ritorna in vita oggi e grazie al quale possiamo toccare e apprendere con mano, empiricamente, la vita dei nostri lontani antenati: dove abitavano, come vestivano, che lavori facevano, cosa mangiavano e come trascorrevano le loro giornate.

Una piccola comunità di contadini ed artigiani che, intorno alla grande casa padronale, svolgevano le loro mansioni secondo gli ordini del dominus. Il fabbro forgiava armi ed attrezzi, il falegname intagliava il legno, il correggiaio lavorava il cuoio ed il fornaio macinava il grano e preparava il pane.
All’interno della casa, la tessitrice al telaio lavorava con i filati colorati nella bottega del tintore; nell’orto intanto si coltivava la terra e nel pollaio si realizzavano piccole opere di manutenzione e riparazione a garanzia della sicurezza dei galli e galline.

Il pollaio nel Medioevo nell’Archeodromo di Poggibonsi

Nella zona archeologica di Poggio Imperiale è stato ricostruito un pollaio “a palafitta” così come in uso nell’Alto Medioevo; la caratteristica di maggior rilievo di tale costruzione, ovvero di essere realizzata appunto su palafitta, denota la necessità di tenere il posatoio in posizione elevata per cercare di tenerlo il più al sicuro possibile da eventuali predatori. Nella ricostruzione, il pollaio è ubicato nell’aia della corte di Ermenentude (una degli “abitanti” dell’Archeodromo).

Il pollaio medievale nell'aia di Ermentrude
Il pollaio medievale nell’aia di Ermentrude (www.archeodromopoggibonsi.it) (photo: Graziano Signorini)

Del pollaio possiamo dunque ammirarne la struttura (impreziosita da un colmo ornamentale) e comprenderne al meglio le modalità di gestione.

Il colmo ornamentale del pollaio medievale con figura di gallina
Il colmo ornamentale del pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)
Il pollaio medievale su palafitta al tramonto
Il pollaio medievale su palafitta al tramonto (www.archeodromopoggibonsi.it) (photo: Luciano Guercini)
Il pollaio medievale su palafitta al sopraggiungere della notte
Il pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it) (photo: Graziano Signorini)

E’ possibile anche prendere visione dei dettagli costruttivi del pollaio arrampicandosi un poco sulla rampa di accesso all’interno della struttura delle “medievaleggianti” galline ovaiole.

L'interno del pollaio medievale a palafitta
L’interno del pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)
L'interno del pollaio medievale a palafitta con il fondo di paglia e le uova deposte
L’interno del pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)
La rampa di accesso al posatoio del pollaio medievale a palafitta
La rampa di accesso al posatoio del pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)

Gli abitanti del villaggio dimostrano come effettuare i più importanti interventi di manutenzione al pollaio (soprattutto interventi di riparazione a seguito di forti burrasche o forti venti).

Interventi di manutenzione al pollaio medievale
Interventi di manutenzione al pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)
Interventi di manutenzione al pollaio medievale
Interventi di manutenzione al pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)
Interventi di manutenzione al pollaio medievale
Interventi di manutenzione al pollaio medievale (www.archeodromopoggibonsi.it)

Galli e galline nelle miniature medioevali

Per “popolare” la ricostruzione del pollaio medievale, riportiamo di seguito alcune meravigliose illustrazioni estratte dall’approfonditissimo articolo pubblicato sul sito Summagallicana.it e intitolato “Manoscritti medievali contenenti il Gallo e la Gallina nonché il Cappone“.

Miniatura medioevale gallina di Bartholomaeus Anglicus
Miniatura: Bartholomaeus Anglicus (“De proprietatibus rerum
Livre des propriétés des choses” – Parigi – prima del 1416) – Inizio del libro XII [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Bartholomaeus Anglicus
Miniatura: Bartholomaeus Anglicus (“De proprietatibus rerum Livre des propriétés des choses” – Parigi – prima del 1416) – Capitolo XVI – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Bartholomaeus Anglicus
Miniatura: Bartholomaeus Anglicus (“De proprietatibus rerum Livre des propriétés des choses” – Parigi – prima del 1416) – Capitolo XVII – Cappone [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Bartholomaeus Anglicus
Miniatura: Bartholomaeus Anglicus (“De proprietatibus rerum Livre des propriétés des choses” – Parigi – prima del 1416) – Capitolo XVIII – Gallina [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Bartholomaeus Anglicus
Miniatura: Bartholomaeus Anglicus (“Livre des propriétés des choses” – Francia – XV secolo) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Hugues de Fouilloy
Miniatura: Hugues de Fouilloy (“De avibus” – Portogallo(forse) – ultimo quarto del XII secolo) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di acob van Maerlant
Miniatura: Jacob van Maerlant (“Der Naturen Bloeme” – Fiandre – intorno al 1350) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Philippe de Thaon (bestiario)
Miniatura: Philippe de Thaon (“Bestiaire” – Inghilterra – XIII secolo) – Il gallo e il leone [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Philippe de Thaon (bestiario)
Miniatura: Philippe de Thaon (“Bestiaire” – Inghilterra – intorno al 1300) – Il gallo e un leoniforme [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Sesto Placito Papiriense
Miniatura: Sesto Placito Papiriense (“De medicamentis ex animalibus” – Francia – intorno agli anni 900-1000) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Richard de Fournival (bestiario d'amore)
Miniatura: Richard de Fournival (“Bestiaire d’amour” – Francia – XIV secolo) – Gallo che canta [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Richard de Fournival (bestiario)
Miniatura: Richard de Fournival (“Bestiario” – Francia – 1250-1260) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Richard de Fournival (bestiario)
Miniatura: Richard de Fournival (“Bestiario” – Francia – XIII secolo) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Sesto Placito Papiriense
Miniatura: Sesto Placito Papiriense (“De medicamentis ex animalibus” – Inghilterra – fine del XII secolo) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallina di Ann Walsh (bestiario)
Miniatura: Ann Walsh (“Bestiario” – Inghilterra – XV secolo) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallo (bestiario)
Miniatura: Worksop Bestiary (Inghilterra – intorno al 1185) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallo
Miniatura: Miscellaneo (Francia – intorno al 1450) – Gallo [www.summagallicana.it]
Miniatura medioevale gallo (bestiario)
Miniatura: Bestiario (Inghilterra – intorno al 1225-1250) – Gallo [www.summagallicana.it]

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Pollai e galline nelle illustrazioni della Domenica del Corriere (riviste uniche da collezione) http://www.tuttosullegalline.it/le-galline-nella-storia-e-nella-cultura/pollai-galline-illustrazioni-domenica-corriere/ http://www.tuttosullegalline.it/le-galline-nella-storia-e-nella-cultura/pollai-galline-illustrazioni-domenica-corriere/#respond Tue, 07 Feb 2017 06:00:27 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1862 “La Domenica del Corriere” è la storica rivista settimanale fondata a Milano nel 1899 e chiusa definitivamente nel 1989. Apparve per la prima volta nelle edicole l’8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del Corriere della Sera; era stampata in grande formato (sul modello del domenicale “La Tribuna illustrata”), composta di 12 pagine, veniva distribuita gratis agli abbonati […]

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“La Domenica del Corriere” è la storica rivista settimanale fondata a Milano nel 1899 e chiusa definitivamente nel 1989.

Apparve per la prima volta nelle edicole l’8 gennaio 1899 come supplemento illustrato del Corriere della Sera; era stampata in grande formato (sul modello del domenicale “La Tribuna illustrata”), composta di 12 pagine, veniva distribuita gratis agli abbonati del Corriere, oppure la si poteva acquistare in edicola separatamente al costo di 10 centesimi.

Era stato pensato come il «settimanale degli italiani», finalizzato a scandire, come un calendario, le loro giornate liete, le loro tragedie, i loro fatti piccoli e grandi.

La prima e ultima di copertina erano sempre disegnate. Un illustre disegnatore de “La Domenica del Corriere” entrato subito nella storia fu Achille Beltrame, sostituito poi nel 1945 da Walter Molino che, come il suo predecessore, firmò memorabili copertine.

Nel corso degli anni Venti e Trenta, il periodico divenne uno dei principali strumenti di informazione non solo della borghesia colta, ma anche di buona parte della popolazione italiana alfabetizzata, e in quell’arco di Novecento divenne il settimanale più venduto in Italia.
Dopo un periodo di appannamento agli inizi degli anni Sessanta, dovuto al diffondersi della televisione in Italia, il settimanale fu rilanciato e nel 1966 tornò ad essere il più venduto in Italia, sfondando più volte il milione di copie.

Successivamente, a seguito di un grosso calo di popolarità e dopo vari tentativi di rilancio tra gli anni Settanta e Ottanta, “La Domenica del Corriere”, nel 1989, chiuse definitivamente i battenti, per decisione del gruppo editoriale Rizzoli-Corriere della Sera.

Le vecchie copie del settimanale, con le copertine degli illustratori Achille Beltrame (1871-1945) e Walter Molino (1915-1997), sono oggi molto ricercate come pubblicazioni cult e vintage nei mercatini dell’antiquariato e su Internet.

La raccolta digitalizzata dei numeri de “La Domenica del Corriere” usciti dal 1899 al 1950 è scaricabile e consultabile sul sito della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea; prossimamente saranno digitalizzate e rese disponibili anche tutte le successive annate all’interno nel nuovo archivio digitale consultabile on line sul sito web del Corriere della Sera.

Pollai e galline nelle illustrazioni della Domenica del Corriere (riviste uniche da collezione)

Una vera e propria chicca per collezionisti appassionati di avicoltura (“avicultura”), sono le riviste uniche de “La Domenica del Corriere” che raccontano, attraverso spettacolari e irripetibili illustrazioni disegnate a mano, episodi di vita vissuta per ciò che riguarda la gestione del pollaio e delle sue inquiline galline.

Dalla gestione del pollaio in tutte le condizioni atmosferiche e di emergenza…

Tromba d’aria a Fontanelle (Parma) rapisce un intero pollaio e, quasi, una fanciulla.

La Domenica del Corriere. Un intero pollaio portato via da una tromba d'aria
La Domenica del Corriere – 1 Gennaio 1931

Tragedia nel pollaio. A Cairo Montenotte (Cuneo) un violento incendio ha provocato la morte di alcune centinaia di pulcini.

La Domenica del Corriere. Un incendio in un pollaio causa la morte di centinaia di pulcini
La Domenica del Corriere – 22 Marzo 1959

…al problema della realizzazione di un pollaio a difesa di potenziali predatori…

Una contadina di Croveo in Val d’Ossola ha affrontato senza esitazione un’aquila che si era calata nel pollaio ….

La Domenica del Corriere. Un acquila piomba su un pollaio per rapire le galline
La Domenica del Corriere – 1 Gennaio 1934

A S.Piero in Bagno una volpe penetrata in un pollaio e stata coraggiosamente affrontata dall’unico gallo che a colpi di becco l’ha accecata.

La Domenica del Corriere. Un gallo scaccia la volpe dal pollaio
La Domenica del Corriere – 1 Gennaio 1963

…fino ad arrivare a ben altri predatori: i ladri di polli!

Totò e il ladro di polli

La Domenica del Corriere. Totò e il ladro di polli
La Domenica del Corriere – 9 Febbraio 1958

Ma anche altri temi (purtroppo) narravano in quegli anni del rapporto tra uomo e gallina…

La Domenica del Corriere. Le galline come cavie per l'effetto del fumo sul cancro
La Domenica del Corriere – 18 Novembre 1962

Riviste uniche della Domenica del Corriere a tema pollaio acquistabili su Amazon

Alcuni libri per documentarsi sulla storie e le copertine illustrate de “La Domenica del Corriere”

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In un pollaio la Mini d’epoca più vecchia del mondo http://www.tuttosullegalline.it/pollaio-per-galline/pollaio-con-mini-depoca/ http://www.tuttosullegalline.it/pollaio-per-galline/pollaio-con-mini-depoca/#respond Sun, 05 Feb 2017 11:07:16 +0000 http://www.tuttosullegalline.it/?p=1837 Abbiamo raccontato tante volte qui su TuttoSulleGalline.it di quanto meraviglioso sia possedere un pollaio, anche un piccolo pollaio domestico da giardino, con 2/3 galline ovaiole che soddisfino il fabbisogno di uova di uova fresche, sane e nutrienti per tutta la famiglia (e magari per qualche parente e vicino di casa) e con cui realizzare tante […]

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Abbiamo raccontato tante volte qui su TuttoSulleGalline.it di quanto meraviglioso sia possedere un pollaio, anche un piccolo pollaio domestico da giardino, con 2/3 galline ovaiole che soddisfino il fabbisogno di uova di uova fresche, sane e nutrienti per tutta la famiglia (e magari per qualche parente e vicino di casa) e con cui realizzare tante ottime ricette.

Le galline sono animali affettuosi e intelligenti, amano razzolare all’aria aperta in qualsiasi condizione metereologica, ma hanno comunque bisogno di una casina ben fatta a cui poter tornare per deporre le uova e soprattutto la notte per dormire (anche se alcune galline preferiscono farlo in alto, appollaiate su qualche albero!).
Il pollaio, se siete un poco pratici ed esperti potete auto-costruirlo (ecco spunti e idee per il pollaio fai da te), oppure ne esistono in commercio di tutti i tipi e per tutti i gusti, acquistabili comodamente da casa, funzionali e anche molto carini da vedere e da inserire in un contesto urbano.

Ma oggi vi raccontiamo un’altra storia, sicuramente curiosa per non dire incredibile, che non vede il pollaio come “luogo sacro” custode delle nostre preziose uova, ma bensì di un oggetto ben più ingombrante e, seppure per altri motivi, anch’esso assai prezioso, ovvero la Mini d’Epoca più vecchia del mondo!

La Mini d’epoca più vecchia del mondo? Era in un pollaio!

Potrebbe sembrare incredibile, soprattutto agli occhi dei tantissimi appassionati del marchio Mini, che uno tra i primi modelli usciti dalla fabbrica nel 1959, sia stato ritrovato nel 2012 (dunque ben 53 anni dopo!) all’interno di un pollaio nella contea del West Sussex, in Inghilterra.
Lo stupefacente e insperato ritrovamento è stato fatto da un collezionista di Mini che, in solitaria, ha portato avanti ricerche seguendo piste, ricordi e documenti, fino ad arrivare alla tanto agognata scoperta!

Il modello di Mini di cui stiamo parlando è l’Austin Mini Se7en De Luxe Saloon, un vero cult per gli appassionati del genere. Le condizioni dell’auto, come potete vedere chiaramente dalle foto, sono pessime, ma ciò che conta è il fatto che sia comunque ancora tutta intera, fatto questo che permetterà, a chi riuscirà ad aggiudicarsela, di rimetterla a nuovo.
Infatti la Mini, dopo il ritrovamento all’interno del pollaio, sarà messa all’asta al Royal Air Force Museum di Londra, con un prezzo base di 15.000 sterline (circa 18.000 euro); ma la notizia del ritrovamento di questo cimelio d’epoca ha fatto in poco tempo il giro del mondo tra i collezionisti del genere, ed è già certo che il prezzo per “portarsela a casa” salirà di molto.

La Mini in questione fu acquistata nel 1986 da David Gallimore, un signore di Bognor Regis, nella contea del West Sussex, che ne fece comunque uno scarso utilizzo (l’auto ha percorso in tutto circa 48.000 chilometri), per poi abbandonarla gli ultimi anni nel pollaio dietro casa.

L’auto, a parte le pessime condizioni sia del telaio che del motore, non è mai stata rifatta né toccata in alcun modo e dunque è al 100% originale, come uscì dalla fabbrica in quel lontano 1959…

Giusto per far capire l’entità straordinaria di questo ritrovamento, l’Austin Mini Se7en De Luxe Saloon (un vero classico inglese) rappresenta la serie originale presentata al pubblico il 26 Agosto 1959, e il primo esemplare, neanche messo in vendita, è in mostra al Motor Heritage Centre di Warwickshire (oggi British Motor Museum) e un altro al National Motor Meseum nell’Hampshire. Dunque, una vera e propria auto d’epoca da museo!

Qui sotto, altre foto della Mini ritrovata nel pollaio e subito dopo un video in cui vediamo all’opera gli ingegneri e i tecnici della casa automobilistica Mini alle prese con il restauro di un’altra Austin Mini Se7en De Luxe Saloon, sempre del 1959, questa volta ritrovata in un fienile in Olanda.

Mini d'epoca più antica del mondo ritrovata in un pollaio in Inghilterra

L'interno della Austin Mini Se7en De Luxe Saloon del 1959 ritrovata in un pollaio

Motore della mini d'epoca del 1959 ritrovata in un pollaio

Pollai nelle auto d’epoca (e moderne)!

Fino ad ora abbiamo parlato del sensazionale ritrovamento di un’auto d’epoca (Austin Mini Se7en De Luxe Saloon del ’59) dentro ad un pollaio.

Ma forse, capita più di sovente che sia un pollaio ad essere “ospitato” all’interno di un’auto d’epoca, o anche di un’auto moderna o addirittura… di auto della polizia!

Se anche voi avete una vecchia auto abbandonata in un campo (di vostra proprietà, ovviamente!), ecco, forse queste foto qui sotto potranno ispirarvi un certo ri-utilizzo…

Vecchia auto trasformata in pollaio per galline

Auto d'epoca con un pollaio al posto del motore

Auto vecchissima adibita a pollaio

Retro di un'auto d'epoca trasformato in un pollaio fai da te

Auto d'epoca diventa pollaio per galline

Vecchio furgone adibito a pollaio

Galline vivono nella loro auto-pollaio

Auto della polizia trasformata in un pollaio per galline

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